50 PROPOSTE D’INTERVENTO PERCHE’ L’EFFICIENZA ENTRI NELLE NOSTRE CASE

Disinformazione, inerzia, pigrizia, troppe regole poco rispettate e una burocrazia faticosa: ecco cosa impedisce agli italiani di scegliere efficienza energetica e tecnologie in grado di utilizzare fonti rinnovabili per le loro case. Lo rivela una ricerca WWF, realizzata da Politecnico di Milano e Università dell’Insubria per la campagna GenerAzione Clima- Un milione di condomini efficienti,
Una consistente porzione delle case italiane ha più di 50 anni, ma a partire dagli anni ’80 il recupero edilizio attrae il 60% degli investimenti nell’intero comparto e di efficienza energetica non vi è quasi traccia. Strano se si pensa che il potenziale di risparmio energetico nei condomini italiani è attivabile a costo zero, anzi spesso a costo negativo:

  • 1 euro investito nella sostituzione dei vetri ne restituisce oltre 4
  • 1 euro speso per isolare i tetti o sostituire caldaie ne rende più di due
  • 1 euro investito per l’isolamento delle pareti o per sostituire finestre o in impianti solari termici ne rende 1 e mezzo.

GLI OSTACOLI

Barriere culturali
Gli utenti considerano l’investimento in campo energetico soprattutto come una potenziale perdita economica, l’investimento in efficienza è inconsciamente sentito più oneroso rispetto ad altre forme di investimento (titoli di stato per esempio).

Barriere tecniche e professionali
I tecnici del settore non sono sempre in grado di proporre interventi realmente adeguati e tendono a considerare ogni innovazione come una possibile fonte di complicazioni.

Barriere finanziarie
Ci sono poi le gravi difficoltà di accesso al credito, e l’irrisolto connubio proprietari-affittuari, in cui gli uni non investono perché non beneficerebbero in bollette, gli altri perché l’immobile non è loro.

Barriere normative
Senza contare le barriere insite negli stessi strumenti previsti dalla normativa italiana per favorire gli interventi di messa in efficienza, perché usati impropriamente o affaticati da tempi troppo lunghi di applicazione (per esempio la Certificazione energetica, il Contratto servizio energia, i Certificati bianchi, il Conto energia per il fotovoltaico, le Esco).

LE PROPOSTE DEL WWF

1) Snellire la burocrazia: Normativa, certificazione, standard minimi: serve una normativa semplice ed efficace; una Certificazione energetica obbligatoria; un piano nazionale per l’efficienza energetica nell’amministrazione pubblica che coinvolga le amministrazioni locali nell’abbattimento delle barriere all’efficienza (di cui, in parte, si scoprirebbero responsabili).

2) Un questione di soldi: Finanza e incentivi: occorre definire un sistema di regole e incentivi definiti nel lungo periodo (10 anni) perché sia chiaro che gli aiuti pubblici sono transitori e aiutano i cittadini a mettersi in regola con disposizioni normative vincolanti che verranno introdotte al termine del periodo di incentivazione.

3)  Formazione e sensibilizzazione: a questi macro-interventi si deve affiancare un efficace lavoro di informazione dei cittadini e formazione dei tecnici, la presenza di energy manager nei condomini più grandi. Va spezzato il nesso tra la convenienza dei fornitori a vendere più combustibile, l’indifferenza dell’amministrazione, la difficoltà di intervento dei condomini che pagano la bolletta.


Le barriere all’efficienza energetica nei condomini italiani. Analisi e proposte di intervento. Scarica la ricerca, in versione integrale  >>