Capitolo 7
L’IMPIANTO DI RISCALDAMENTO
7.1 Chi si deve occupare del nostro impianto di riscaldamento
7.1.1 Se abitiamo in un condominio con riscaldamento centralizzato
Da oggi non si può più dire: “non è possibile fare niente per risparmiare energia perché ho il riscaldamento centralizzato”; sia come proprietari che come affittuari, siamo direttamente interessati al riscaldamento del nostro immobile poiché i costi vengono ripartiti fra tutti gli inquilini, per tanto possiamo, anzi dobbiamo, intervenire per ridurre i consumi energetici del nostro stabile.
Generalmente, quando gli inquilini si lamentano per il troppo freddo, si aumenta il riscaldamento per assicurare loro il dovuto comfort. Ma questo provvedimento non fa altro che aumentare lo spreco di combustibile e di denaro.
La decisione più giusta da prendere è quella di effettuare un risanamento energetico dell’edificio; ottenere una temperatura uniforme in tutto il fabbricato significa risparmio di
energia e benessere per tutti.
Occorre anche rammentare che i valori massimi di temperatura ambiente nei locali chiusi sono stabiliti per legge e per le abitazioni sono fissate inderogabilmente a 20°C (più 2 di tolleranza) dall'art. 4 del DPR 26 agosto 1993, n 412.
7.1.2 Se siamo comproprietari la decisione può essere presa collettivamente
Ogni intervento che contribuisce a dei risparmio di energia nel nostro edificio incide in modo rilevante ed immediato sulle nostre bollette del riscaldamento.
Dunque siamo noi che, insieme agli altri proprietari del nostro edificio, dobbiamo prendere la decisione per intraprendere dei lavori di risparmio energetico.
Tutti possiamo proporre questi interventi nella riunione di condominio: per l’attuazione
sono valide le decisioni prese a maggioranza delle quote millesimali.
7.1.3 Se siamo locatori di un immobile
Interveniamo sul nostro edificio con lo scopo di ridurre le spese di riscaldamento.
In effetti, anche se non otterremo un beneficio diretto dai lavori che realizzeremo, poiché sono i nostri inquilini (affittuari) che ne godranno i vantaggi e constateranno una riduzione delle spese sulle loro bollette, il nostro immobile acquisterà, in ogni caso, più valore.
La Finanziaria 2007 prevede agevolazioni tributarie (detrazione irpef del 55%) nel caso di sostituzione di impianti di riscaldamento tradizionali con caldaie a condensazione.
7.2 Il sistema di riscaldamento: quali interventi
Di tutta l’energia consumata in una stagione per riscaldare un edificio, una buona parte viene dispersa dalle strutture (tetto, muri, finestre) e una parte dall’impianto termico (rendimento).
Riducendo le dispersioni e utilizzando apparecchi a più alta efficienza ogni famiglia
può risparmiare sino al 30-40% delle spese per riscaldamento con notevoli vantaggi
per il bilancio familiare e per l’ambiente
Per risparmiare combustibile dobbiamo intervenire sul nostro appartamento, sull’edificio e sull’impianto di riscaldamento:
- Limitando le fughe di aria calda dalle finestre e dai cassonetti.
- Effettuando una corretta manutenzione sul nostro impianto di riscaldamento.
- Applicando dei sistemi di regolazione delle temperature interne per ottimizzare il funzio-namento dell’impianto.
- Applicando le valvole termostatiche a tutti i radiatori.
- Installando in tutti gli appartamenti del condominio un sistema per contabilizzare il ca-lore utilizzato.
- Scegliendo una nuova caldaia ad alto rendimento.
- Riducendo le dispersioni di calore attraverso il tetto, le pareti, le finestre e il solaio della casa.
7.3 Limitare le fughe di aria calda dalle finestre e dai cassonetti
È importante migliorare la tenuta all’aria dei serramenti e ridurre le dispersioni di calore attraverso i vetri e il cassonetto:
- Eliminiamo le infiltrazioni con guarnizioni per serramenti.
- Isoliamo le superfici vetrate inserendo un altro vetro sul medesimo infisso, oppure inse-rendo un secondo serramento dietro o davanti al vecchio, oppure sostituendo il serramento con un altro con vetrocamera (doppi vetri).
- Isoliamo il cassonetto dell’avvolgibile ed installiamo pannelli isolanti dietro i termosifoni
L’ammortamento economico dell’investimento necessario a compiere questi interventi avviene in pochissimi anni, un tempo che si accorcia ancora di più beneficiando dei meccanismi previsti dalla nuova legge finanziaria secondo cui per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007 su finestre con doppi vetri spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 % degli importi rimasti a carico del contribuente.
7.4 Effettuare una corretta manutenzione dell’impianto di riscaldamento
La normativa sui consumi energetici ha reso obbligatori controlli e operazioni di
manutenzioni per assicurare la sicurezza e l’efficienza degli impianti termici.
Gli interventi previsti dalla normativa riguardano:
- Controllo della temperatura ed analisi dei fumi che fuoriescono dal camino.
- Pulizia della caldaia. Anche un piccolo spessore di deposito nei canali che portano i fumi e il liquido refrigerante, causa una sensibile riduzione del rendimento dell’impianto.
- Regolazione della combustione del bruciatore. Un bruciatore mal regolato oppure non perfettamente adeguato alla caldaia è causa sicura di notevole spreco di energia.
- Sostituzione del generatore di calore. È obbligatoria se dagli accertamenti effettuati durante le operazioni di manutenzione si riscontra che non è possibile migliorare il rendimento della caldaia ed adeguarlo ai valori imposti dalla legge.
Nel caso di caldaie molto vecchie (ad esempio 15 anni) è sicuramente conveniente non aspettare e procedere il prima possibile all’acquisto di una nuova caldaia.
In tal caso la scelta dovrà indirizzarsi verso una ad alto rendimento in modo che si possano avere ripercussioni positive sul risparmio energetico.
7.5 Applicare dei sistemi di regolazione delle temperature interne per ottimizzare il funzionamento dell’impianto
I sistemi di regolazione hanno lo scopo di mantenere costante la temperatura negli ambienti interni indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne.
La regolazione può essere effettuata in modi diversi, in relazione al tipo di impianto, al grado di precisione e di automatismo che si vuole raggiungere:
- Negli impianti centralizzati, mediante una centralina di controllo che regoli i tempi di accensione dell’impianto e la temperatura di mandata dell’acqua ai radiatori sulla base della temperatura esterna, rilevata con una sonda di temperatura.
- Negli impianti individuali mediante un termostato che accenda e spenga automaticamente la caldaia sulla base della temperatura ambiente scelta e ad orari prefissati (cronotermostato).
- Nei radiatori, mediante una valvola termostatica al posto della vecchia valvola manuale per regolare automaticamente l’afflusso di acqua calda ai radiatori, in base alla temperatura che abbiamo impostato e regolata da una manopola graduata. La valvola si chiude a mano a mano che la temperatura ambiente (misurata da un sensore) si avvicina a quella desiderata. Ciascuna valvola costa qualche decina di euro ma consente di risparmiare fino al 20% di energia.
7.5.1 Valvole termostatiche
Nei locali di nuova costruzione e nelle ristrutturazioni degli impianti termici, comprendendo il caso di trasformazione totale dell’impianto centralizzato in impianti autonomi, l’installazione delle valvole termostatiche, salvo poche eccezioni è stata resa obbligatoria (Legge n. 10/91).
Per l’installazione delle valvole termostatiche è consigliabile rivolgersi
ad un professionista o a una ditta qualificata.
7.6 Installare in tutti gli appartamenti del condominio un sistema per contabilizzare il calore utilizzato
Oggi è possibile mantenere i vantaggi di un impianto centralizzato e contemporaneamente avere la libertà di scegliere le temperature e gli orari che più soddisfano le nostre esigenze.
Si tratta di installare un sistema di apparecchiature che “leggono” la quantità di calore effettivamente consumata in ogni appartamento e attraverso il quale possiamo aprire o chiudere il nostro impianto e regolare la temperatura ambiente come meglio crediamo.
Il tutto senza onerosi lavori di ristrutturazione.
Oltre ad una quota fissa, stabilita dall’assemblea condominiale (variabile dal 20 al 50%), pagheremo solo quello che realmente avremo consumato.
Il sistema di contabilizzazione del calore deve essere sempre integrato con l’istallazione di valvole termostatiche sui singoli radiatori.
7.7 Scegliere una nuova caldaia ad alto rendimento
La scelta della potenza e del tipo di caldaia da installare si basa sul calcolo delle dispersioni termiche dell’edificio, funzione di determinate condizioni climatiche e di esposizione. In particolare, l’impianto deve essere dimensionato sulla base delle temperature minime/massime medie della zona.
La legge prevede, per ciascun tipo di caldaia di nuova installazione, un valore minimo del rendimento utile sia per il funzionamento a regime che per il funzionamento al 30% della potenzialità massima.
Le nuove caldaie che rispettano la normativa sono:
- le “modulanti”
- quelle a “temperatura scorrevole”
- le caldaie a condensazione che permettono di ottenere una buona efficienza anche nelle stagioni intermedie.
7.7.1 Alcuni dati:
Una moderna caldaia ad alta efficienza (4 stelle) a condensazione consente di risparmiare circa il 30% rispetto ad una vecchia caldaia.
Ipotizzando di sostituire una caldaia che ha 15-20 anni di funzionamento (operazione comunque necessaria anche per motivi di sicurezza e per l’inquinamento che questi impianti producono) con una moderna a condensazione al fine di riscaldare un appartamento di 100 m2, con un consumo di circa 1.100 m3 di gas all’anno.
Ipotizzando il costo medio del gas metano equivalente a circa 0,75 Euro a m3, la vecchia caldaia ci avrebbe fatto spendere circa 825 Euro anno, la nuova caldaia a condensazione, facendoci risparmiare oltre 330 m3 di metano all’anno, ci farà spendere ben 248 euro in meno!
Una simile operazione consente di evitare l’emissione in atmosfera di oltre 650 kg di CO2 all’anno. I consumi sopra riportati potrebbero essere abbastanza tipici delle città dell’Italia centrale nella zona climatica D (es. Roma o Firenze).
Il tempo di rientro sull’investimento di sostituzione della vecchia caldaia con una a condensazione (e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione) diviene quindi relativamente rapido, soprattutto usufruendo della detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55%, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro, da ripartire in tre quote annuali di pari importo, così come previsto dall’attuale legge Finanziaria.
7.7.2 Le caldaie a biomasse
Dalle biomasse si può estrarre energia direttamente, bruciandole, oppure indirettamente, trasformandole in modo da ottenere combustibili liquidi o gassosi.
Le biomasse, soprattutto quelle legnose, sono ancora oggi usate in impianti ad alimentazione manuale, quali caminetti, stufe, cucine, generalmente con un’efficienza non elevata.
Gli sviluppi tecnologici, finalizzati all’utilizzazione dei combustibili vegetali in impianti di riscaldamento domestici (caldaie, termocaminetti, termocucine, ecc.), hanno segnato negli ultimi anni grandi progressi e raggiungendo livelli di efficienza, affidabilità e comfort del tutto simili a quelli degli impianti tradizionali a gas metano, favorendo così la riscoperta del valore energetico del legno.
7.7.3 Classificazione delle caldaie a biomasse
Le principali tipologie di caldaie per la combustione di biomasse per il riscaldamento di piccole utenze possono essere classificate in tre categorie principali a seconda del tipo di combustibile vegetale utilizzato:
- legna da ardere in ciocchi,
- chip di legna o “cippato”
- pellet
7.8 Riducendo le dispersioni di calore attraverso il tetto, le pareti, le finestre e il solaio della casa.
Considerato che oltre il 70% dei consumi energetici di una famiglia sono dipesi dal riscaldamento dei locali, per mantenerli ad una certa temperatura, comprendiamo quanto sia fondamentale che il nostro edificio/appartamento risulti ben costruito e coibentato: un buon isolamento consente di ridurre di oltre il 50% le dispersioni termiche.
L’involucro di un edifico, soprattutto per mancanza di adeguati sistemi di isolamento, costituisce il principale problema energetico del parco edilizio italiano.
- Isoliamo il tetto: posizioniamo l’isolante all’esterno sotto i coppi o le tegole, oppure all’interno nel sottotetto.
- Isoliamo le pareti dall’interno e dall’esterno, e/o nell’intercapedine: dall’interno applicando pannelli di materiale isolante; dall’esterno applicando sulla facciata un “cappotto”, cioè uno strato di materiale isolante protetto da uno strato superficiale di finitura; nell’intercapedine riempiendola con degli opportuni materiali isolanti.
- Coibentiamo i solai: dall’esterno con uno strato di materiale isolante impermeabilizzato e protetto dalla pavimentazione; dall’interno applicando pannelli isolanti al soffitto dell’ultimo piano.
7.8.1 Vetri e finestre
Le finestre moderne più efficienti (vetrocamere dotate di isolante con deposito basso-emissivo e gas) arrivano ad avere rendimenti quasi 6 volte superiori rispetto ai vetri semplici tradizionali. Considerato che le superfici vetrate delle nostre abitazioni sono responsabili di oltre il 20% delle dispersioni di calore appare chiaro quanto sia importante dotarsi di finestre ad alta efficienza.
Per le finestre, oltre alla scelta dei migliori vetri, occorre prestare la massima attenzione alle fughe di calore dagli infissi (telai) e dai cassonetti degli avvolgibili: si tratta di elementi che vanno accuratamente isolati onde evitare di vanificare l’investimento fatto per adottare superfici vetrate ad alta efficienza.
L’ammortamento economico dell’investimento avviene in pochissimi anni, un tempo che si accorcia ancora di più beneficiando dei meccanismi previsti dalla nuova legge finanziaria secondo cui per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007 su finestre con doppi vetri, comprensive di infissi a bassi livelli di trasmittanza, spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 % degli importi rimasti a carico del contribuente.

